Chi sono

Pare che siano d’obbligo un paio di righe (o anche di più) sul mio conto… dunque eccole qui.

(Le immagini dei Tarocchi RWS presenti in questo articolo derivano tutte da https://www.learntarot.com/).

Tutto cominciò così

Avevo 15 anni. Mi era capitato di vedere i Tarocchi in diversi telefilm americani e anche nei fumetti supereroici che leggevo (Marvel e DC). All’epoca mia nonna Nina mi dava sempre dei soldi quando ci incontravamo, ed ero solito mettermeli da parte perché mi piaceva farmi un regalo per le occasioni importanti. Nell’autunno di quell’anno decisi che per Natale mi sarei regalato un libro sui Tarocchi, e ovviamente anche un mazzo, e (beata incoscienza e innocenza della gioventù) che prima di Natale avrei imparato a leggerli.

I Tarocchi di Wirth

Copertina del libro in questione tratta da amazon.it

In libreria trovai un grosso volume (I Tarocchi di Oswald Wirth, Edizioni Mediterranee, Roma, 1973, con traduzione della mitica Roberta Rambelli) che conteneva anche gli Arcani Maggiori, raffigurati seguendo le indicazioni del celebre occultista svizzero.

Forza RWS

Non fu affatto una lettura semplice per un ragazzino di 15 anni, ma mi ci misi di impegno. Anche se all’epoca non lo sapevo, mi ritrovavo nel mio Anno della Forza [v. Costellazioni di Tarocchi], durante il quale le domande centrali da porsi sono: ci metto il cuore in quello che faccio? E ciò che faccio è davvero ciò che desidero? A entrambe le domande, con riferimento allo studio e alla lettura dei Tarocchi, la risposta era senza ombra di dubbio sì!

I Tarocchi Rider-Waite-Smith

10 di Spade RWS

Pur essendo legato ai Tarocchi di Wirth per ragioni affettive, i Tarocchi che avevo visto in TV e nei fumetti (ricordo ancora una storia di Daimon Hellstrom tutta incentrata sull’arcinota stesa chiamata “Croce Celtica”) non erano quelli, bensì i celeberrimi RWS, con i suoi Arcani Minori che non si limitavano a mostrare p.e 10 spade strambamente intrecciate tra loro, bensì raffiguravano una scena nella quale le 10 spade e il resto delle immagini davano una chiave di lettura al significato della carta in questione.
Nel 1982 non era facile reperire i RWS a Rimini (città nella quale risiedevo e in cui a tutt’oggi vivo), ma qualche tempo dopo in una libreria mi imbattei in un libro basato appunto su tale mazzo, mi diedi da fare per trovare il mazzo stesso, e da allora usai sempre e solo quello come punto di riferimento. (Il mazzo in questione, venduto in un’elegante scatola di cartone con gli esterni di simil-velluto, è ancora in mio possesso ma è divenuto ormai inutilizzabile per quanto è usurato!).

Parentesi di Tarocchi (mazzi)

Papessa dai Tarocchi Medievali di Luigi Scapini tratta dal mai abbastanza compianto sito albideuter.de

Trascorsi dei periodi usando anche altri mazzi, come p.e. i Tarocchi di Giulietta e Romeo (una mia cugina li adorava e pretendeva che le leggessi le carte esclusivamente con quelli) e i Tarocchi Medievali di Luigi Scapini, e anche i celebri Visconti-Sforza, così come diversi altri che provai nel corso del tempo, finendo sempre per tornare ai RWS.

Sole dei Tarocchi di Giulietta e Romeo di Luigi Scapini tratta dalla mia collezione

Oggidì non uso più nessuno dei mazzi succitati, ma soltanto i RWS (che restano i miei preferiti in assoluto e con i quali leggo e spiego più agevolmente) e diverse sue varianti.

Parentesi di Tarocchi (studio)

Nonostante la mia passione, per molti anni i Tarocchi furono solo un passatempo al quale avevo affiancato anche la Numerologia e l’Astrologia (v. oltre). Dopo essermi diplomato in Ragioneria, lavorai appunto come ragioniere in una ditta che si occupava di sistemi di sicurezza.

Ruota della Fortuna RWS

Ma un’altra mia passione, quella per le lingue straniere, mi spinse in seguito a iscrivermi alla Facoltà per Interpreti e Traduttori di Forlì. Avevo 26 anni ed ero nel mio Anno della Ruota della Fortuna (v. Costellazioni di Tarocchi), anno perfetto per una svolta nella propria vita.

La gioia della traduzione

Uno dei vantaggi dell’essere traduttore è quello di poter leggere/studiare libri nelle proprie lingue di lavoro, anche quando non ne esiste una traduzione in italiano.
[Corollario: uno degli svantaggi dell’essere traduttore è quello di avere una certa forma mentis mentre si legge un testo tradotto e ci si rende subito conto di quando c’è un errore di traduzione].
Nel corso degli anni, grazie all’avvento di Internet, mi ero comprato alcuni libri di Tarocchi che seguivano la scuola anglosassone che faceva capo ai RWS. Nel 2004 lasciai perdere parte dei miei altri interessi per potermi concentrare proprio sullo studio dei Tarocchi secondo tale scuola (cui non ero comunque estraneo), aumentando esponenzialmente la mia passione, a tutt’oggi più che viva (in caso contrario, non starei qui a scriverne).

La lunga parentesi astrologica

Immagine dello Zodiaco creata da Andrea Colombo

Grazie all’imbeccata da parte di un conoscente di famiglia, a 16 anni scoprii anche l’Astrologia con un trattato di André Barbault, restando affascinato dai contenuti del suo libro che comprendevano anche i temi natali dei reali di Francia dei secoli passati, da Luigi XIV a Napoleone Bonaparte. Acquistai in seguito anche volumi di altri autori, ma tutto cambiò quando mi imbattei in Introduzione all’astrologia e decifrazione dello zodiaco di Lisa Morpurgo (Longanesi, Milano, 1982) e notai subito delle discrepanze di contenuti rispetto agli altri autori che avevo già studiato. Fu amore a prima vista e nel giro di pochissimo tempo abbandonai tutte le altre scuole e mi dedicai esclusivamente all’astrologia dialettica.

Per quanto fossi affascinato e interessato alla materia, non nutrivo per l’Astrologia la stessa passione che nutrivo per i Tarocchi e per lungo tempo la lasciai in secondo piano. Tutto cambiò nel 2005 grazie all’avvio di una fitta corrispondenza con Giuse Titotto (una delle primissime allieve dirette di Lisa Morpurgo, citata anche nei suoi libri), che risvegliò un interesse mai del tutto sopito, portandolo alla ribalta e facendo sì che iniziassi a “respirare” Astrologia quotidianamente anziché saltuariamente.

Alcuni anni fa, tuttavia, abbandonai definitivamente l’Astrologia perché non mi dava ciò che cercavo come servizio di aiuto (e anche per altre ragioni che comunque non interessano a nessuno e che di conseguenza non starò a elencare qui per non tediarvi), contrariamente a quanto fanno Tarocchi e Numerologia.

Va da sé che se qualcuno mi pone una domanda astrologica so ancora rispondervi: non è che anni e anni di studio e di pratica spariscono nel nulla! Ma la mia risposta si baserà in ogni caso sull’Astrologia Dialettica; come sono solito dire: «Sono nato morpurghiano e morirò morpurghiano!»

[Ah, e per eventuali praticanti curiosi: 25 agosto 1967, Rimini, ore 4:00 spaccate (ora legale)].

La Numerologia

Non ricordo come accadde, ma poco dopo la scoperta dell’Astrologia mi imbattei anche nella Numerologia, il cui studio dovetti però abbandonare presto per mancanza di tempo.

“Tarot for Your Self” by Mary K. Greer

Nel 2011, mentre stavo studiando Tarot for Yourself – A Workbook For Personal Transformation (Second Edition), Career Press, Franklin Lakes (USA), 2002, di Mary K. Greer, lessi per la prima volta delle Costellazioni di Tarocchi, e a quel punto ripresi in mano la Numerologia, tuffandomi in un affascinantissimo mondo nuovo nel quale a tutt’oggi non ho smesso di nuotare.

La parentesi luttuosa

Alcuni anni prima a mia mamma era stata diagnosticata l’artrite reumatoide, malattia degenerativa cronica e con il passare del tempo io, figlio unico, ne divenni il “caregiver di riferimento” (pare sia diventato delittuoso oggigiorno usare parole italiane). Più gli anni passavano, più la sua malattia progrediva, meno era il tempo che avevo per me e per il mio lavoro di traduttore e di lettore di Tarocchi. Quando, nel 2024, apprendemmo che era anche affetta da tumori plurimi all’ultimo stadio, incurabili, dovetti per forza di cose mettere in pausa la mia vita per assisterla in tutto e per tutto (nei suoi ultimi due mesi di vita trascorrevo in media 15 ore al giorno nell’hospice in cui era ricoverata).

Un paio di mesi dopo il decesso di mia mamma (28 gennaio 2025) fu il turno di una mia cara cugina e, 20 giorni dopo, di un’amica di famiglia, tutte nelle medesime modalità.

Ora, lemme lemme, sto cercando di rimettermi in carreggiata.

Nel mentre, ho deciso di aprire questo blog, idea che mi era venuta da parecchio tempo ma alla quale non avevo il debito tempo da dedicare. (v. 78 parole).

Le prestazioni occasionali

E, sempre nel mentre, offro prestazioni occasionali di letture di Tarocchi a consultanti che me le richiedano. Ordunque… come opero io in qualità di lettore di Tarocchi?

Le domande

Non faccio consulti alla cieca. Per ottenere il massimo da un consulto, è necessario formulare domande che siano il più chiare possibile: a domanda precisa e circostanziata corrisponderà una risposta il più precisa e circostanziata possibile da parte dei Tarocchi.

A una domanda vaga corrisponderà una altrettanto vaga risposta da parte dei Tarocchi. E con ogni probabilità alla fine sarà solo una perdita non solo di tempo per il consultante ma anche di denaro (io ho una tariffa a tempo).

E, per piacere, cerchiamo di evitare domande che vogliano un “sì” o un “no” come risposta! I Tarocchi sono quasi sempre in grado di articolare: non sprechiamone il potenziale.

Il servizio di aiuto

“Designing Your Own Tarot Spreads” by Teresa Michelsen

Soprattutto in passato (e disgraziatamente per qualcuno è così ancora oggi) si riteneva che il destino del singolo fosse predeterminato, ragione per la quale si consultavano gli oracoli per poter conoscere il proprio futuro.

Oggigiorno invece si ritiene che si possa esercitare un’influenza su quasi ogni aspetto del proprio futuro e che ciascuno forgi la propria realtà. Sempre più spesso si consultano i Tarocchi come strumento di potenziamento e di crescita, di consapevolezza personale e con assunzione di responsabilità individuale.

Questi approcci hanno generato un nuovo stile di lettura nel quale al cliente non vengono date tutte le risposte e nel quale il lettore non è un’entità onnisciente; piuttosto, il lettore usa i Tarocchi per fornire una maggiore comprensione della situazione, per approfondire le motivazioni, gli scopi e i sentimenti del consultante, per illustrargli quali alternative gli si delineino all’orizzonte e per prospettargli possibili piani di azione per conseguire un risultato desiderato. (Parafrasi e traduzione di quanto contenuto nell’ottimo Designing Your Own Tarot Spreads – Special Topics in Tarot, Llewellyn Publications, St. Paul, Minnesota (USA), 2003, di Teresa Michelsen).

Le azioni del consultante post-lettura

Auspicabilmente, il consultante se ne andrà sentendosi più contento e più saggio rispetto a prima del consulto, e pronto ad agire.

Sì, pronto ad agire: un consulto è inutile senza un’attuazione successiva da parte del consultante; si possono richiedere migliaia di consulti e ottenere un ammontare spropositato di informazioni, ma se poi con quelle informazioni non ci si fa niente, sarà stato solo uno spreco di tempo (e di denaro, se il consulto era a pagamento).

Goodreads

Oggi non sarei il lettore di Tarocchi che sono se non avessi dedicato ore e ore del mio tempo allo studio, cosa che non ho mai smesso di fare: credo infatti fermamente nel cosiddetto “miglioramento continuo”.
I libri sui quali mi sono formato sono in buona parte qui: https://www.goodreads.com/review/list/18890462-marcello-tarot?ref=nav_mybooks&shelf=tarot, compresa la mia opinione sulla maggior parte di essi. Dall’elenco sono esclusi taluni libri che ritenevo di dubbia utilità e che ho rivenduto nel corso degli anni, e sono altresì esclusi quelli che mi facevano talmente schifo da averli buttati via con odio (raccolta differenziata, ovvio), ritenendo criminoso l’abbattimento di alberi per la loro stampa.

Ringraziamenti

E non sarei oggi il lettore di Tarocchi che sono se non avessi avuto un’abbondanza di “cavie” con cui fare pratica. Quando si tratta di Tarocchi, infatti, lo studio non basta: bisogna fare pratica, pratica, pratica! E di pratica ne ho fatta costantemente grazie agli amici nel corso degli anni, ma anche grazie ai colleghi e ai compagni di giochi di ruolo e di PBeM.
A tutti loro devo la mia gratitudine (e va da sé che non possa citarli per nome perché la segretezza professionale del lettore di Tarocchi non riguarda solo il contenuto del consulto bensì anche l’identità del consultante), e non solo per il sostegno ma anche per essersi prestati appunto a farmi da “cavie” e per aver portato (santa) pazienza quando partivo per la tangente, tutto entusiasta per aver scoperto nuove stese e nuovi utilizzi per questo antico e quanto mai affascinante strumento di crescita e di potenziamento personali.

Grazie
Marcello (luglio 2025)