Qui le schede dei film: https://www.imdb.com/title/tt0071877/ e https://www.imdb.com/title/tt1554113/
Qui il relativo doppiaggio: https://www.antoniogenna.net/doppiaggio/film/assassiniosullorientexpress.htm e https://www.vixvocal.it/opere/assassiniosullorientexpress74/

La trama si incentra su una vendetta perpetrata da un gruppo di persone eterogenee, non legate da vincoli tradizionali tra loro, ma tutte legate in qualche modo a una famiglia perbene che era rimasta vittima di efferati crimini in passato.
Nota bene: non ho mai letto l’opera della Christie (che preferisco di gran lunga come drammaturga che non come romanziera); questo articolo si basa sulle due trasposizioni cinematografiche di cui ai link qui sopra.
(Le immagini dei Tarocchi RWS presenti in questo articolo derivano tutte da https://www.learntarot.com/).
La vendetta dei congiurati

Partiamo subito dal “gruppo di persone eterogenee, non legate da vincoli tradizionali tra loro”. In un altro contesto, uno penserebbe alla cosiddetta famiglia d’elezione: quando la famiglia biologica non è in sintonia con i bisogni dell’individuo, quando non è disposta a sostenerlo o non è capace di farlo, il soggetto si rivolge altrove (gruppi di sostegno, gruppi religiosi, cyber-famiglie, amici intimi, e chi più ne ha più ne metta) per costituire un nuovo nucleo familiare, chiamato appunto famiglia d’elezione. E nei Tarocchi la famiglia d’elezione è una delle accezioni del 10 di Coppe.

Ma, ahinoi, questa non è una tipica famiglia d’elezione: i 12 individui di cui si parla sono uniti non per le ragioni esposte sopra bensì per una vendetta. Qui c’è sì il sostegno reciproco, ma non in senso famigliare quanto piuttosto per vendetta e per giustizia.
I 10 degli Arcani Minori hanno un’accezione comunitaria: che sia, questa, una comunità unita da un’ingiustizia subita? Da tradimenti? Dall’aver toccato il fondo? Se sì, potrebbe benissimo trattarsi di un 10 di Spade, anche perché l’alba che spunta all’orizzonte farebbe finalmente voltare pagina ai 12 congiurati, dopo avere fatto giustizia; e presumibilmente, a opera compiuta, ognuno se ne sarebbe andato per la propria strada, sciogliendo la comunità. Il tema della giustizia, nelle sue varie accezioni, è quanto mai pertinente con le Spade, un po’ come se tale Seme ne fosse la manifestazione terrena. E anche per questo, dunque, si potrebbe pensare a una comunità caratterizzata dal 10 di Spade (tanto più che si può anche dire che i 12 congiurati siano stati traditi – e il tradimento è un’altra accezione della carta – dalla giustizia, che non ha saputo svolgere il suo corso e non è stata capace di punire il colpevole).

Un’importante accezione (a mio parere alquanto moralistica) del Giudizio al rovescio è l’incapacità di lasciar andare, di perdonare, con un conseguente desiderio di vendetta. E proprio perché i 12 congiurati non possono perdonare i crimini perpetrati e le disgrazie che ne sono conseguite, si uniscono per far sì che sia fatta giustizia. E laddove non ci arriva la Giustizia al dritto, ci può arrivare forse la Giustizia al rovescio (quindi parliamo di una giustizia non ufficiale, mediata, ritardata, poetica, ecc.), ma passando comunque per i giudizi emessi dal Giudizio al rovescio (sempre di Costellazione N. 2 si tratta: v. Costellazioni di Tarocchi).
Crimini e disgrazie

Dicevamo “una famiglia perbene che era rimasta vittima di efferati crimini in passato”.
Tutto cominciò con il rapimento di una bambina.

La Giustizia al rovescio indica qualunque crimine, ma in questo caso va circoscritto apponendovi accanto il 6 di Coppe a indicare che si tratta di un crimine perpetrato contro una minore.
E se volessimo proprio pignolare, potremmo anche aggiungerci il Diavolo accanto alla Giustizia al rovescio per la natura violenta del crimine in questione, e la Papessa accanto al 6 di Coppe a specificare che si trattava di una bambina, non di un maschio.

Poi la bambina fu uccisa nonostante il pagamento del riscatto.
Qui abbiamo di nuovo il Diavolo per la cattiveria e la violenza, appaiato al 10 di Spade per il tradimento e la “soluzione definitiva” nonostante tutto.

La tata della bambina, intanto, era stata accusata di complicità con il rapitore; innocente, non riusciva a vivere con quell’onta e decise di togliersi la vita.
Potremmo ipotizzare di nuovo la presenza del 6 di Coppe per un’attività che ha a che vedere con l’infanzia, ma si potrebbe ipotizzare anche la Regina di Coppe per la stessa ragione; e proprio quest’ultima è probabilmente più appropriata perché, empatica com’è, non può tollerare il peso accusatorio di tutto l’ambiente che le sta attorno, non riesce a fregarsene né a erigere uno scudo che la salvi in quanto è comunque nel giusto (la “forza del giusto” qui sarebbe stata rappresentata dell’indipendente Regina di Spade) e, schiacciata, decide di farla finita (probabilmente qui abbiamo una sopraffatta Regina di Coppe al rovescio abbinata al 10 di Spade, che in questo articolo pare ricorrere spesso).

La madre della bambina era incinta di sei mesi quando apprese della morte della primogenita; diede allora alla luce un’altra bambina, prematura, ma morì di parto, seguita subito dopo dalla nascitura.

E qui abbiamo evidentemente l’Imperatrice a indicare la gravidanza in un primo tempo, ma poi la Torre che causa uno shock e problemi talmente gravi con la gravidanza da far ruotare di 180° l’Imperatrice.

Queste due carte, da sole, basterebbero e avanzerebbero. Ma, come sopra, se proprio vogliamo pignolare possiamo aggiungere l’Asso di Coppe per indicare che si trattava di una femmina oppure, andando ancora di più nel dettaglio, l’Asso di Coppe al rovescio appaiato alla Morte per indicare la brutta fine immediata della nascitura (sì, è uno dei rari casi in cui la Morte può in effetti indicare una morte).

Infine, il padre delle bambine, distrutto da tutto quanto, si suicidò.
E qui, francamente, non saprei proprio con quale carta identificare questo poveretto perché ne aveva davvero passate troppe e si fa fatica a circoscrivere e individuare.

In mezzo a tutto questo, intanto, il colpevole la fece franca e cambiò identità.
La combinazione 7 di Spade + Giustizia al rovescio indica il farla franca in un crimine.

Il cambio di identità, suppongo, lo potremmo ascrivere ancora una volta alla Giustizia al rovescio (perché lo fece illegalmente), non escludendo lo zampino del Diavolo a indicare un’organizzazione di disonesti alle spalle che contribuì alla cosa, e probabilmente anche del Bagatto al rovescio a indicare un turlupinatore che usa tutti i suoi mezzi per fregare e passarla liscia.
La vendetta dei congiurati … bis
Ma 12 persone, guarda caso tante quante quelle di una giuria inglese dell’epoca, non ci stanno: 12 persone che, in un modo o nell’altro, erano collegate ai cinque defunti, vuoi per legami affettivi, vuoi per legami professionali, vuoi per legami di parentela; 12 persone che, al pari di una giuria, decretano che il malvagio colpevole, rintracciato, debba morire e che sia infine fatta giustizia.
Alcune carte che figurano in questa tanto contorta quanto avvincente trama sono di immediata identificazione.
Innanzitutto il Giudizio al rovescio per la vendetta in sé e per sé (v. sopra). Poi di nuovo il Giudizio, ma questa volta al dritto, nella sua accezione di “giuria”.
Il 7 di Spade ha un ruolo preponderante: da un lato rappresenta la progettazione certosina della vendetta in questione e dall’altro rappresenta anche la progettazione certosina di come farla franca, così che i 12 congiurati non debbano pagare per quello che, nonostante le attenuanti, resta pur sempre un omicidio premeditato.
E, come accennato più sopra, anche la Giustizia al rovescio per le modalità quanto mai indirette di affermazione della giustizia (e, di nuovo, abbinata al 7 di Spade nell’accezione di “farla franca dopo aver commesso un crimine”).

L’identificazione di altre carte non è così immediata, ma potremmo comunque avanzare delle ipotesi.
Il coinvolgimento del Carro non è da escludere: la vendetta deve avvenire durante un viaggio in treno. Il Carro può indicare i viaggi via terra così come il Cavaliere di Bastoni, ma il secondo va un po’ dove vuole, non necessariamente verso una meta predeterminata e comunque, quand’anche esista la meta, può scegliere il percorso che gli pare; questo specifico tragitto, invece, è vincolato dalle rotaie: esiste una meta prefissata, con un percorso prefissato, e il Carro tira dritto per tale percorso senza possibilità (né desiderio, di solito) di trovarne uno alternativo.
Ma si può ipotizzare l’apparizione del Carro anche in un’altra accezione: quando chi è rappresentato dal Carro si prefigge un obiettivo, si dirige verso la meta senza se e senza ma, con volontà ferrea e, all’occorrenza, anche ricorrendo alla violenza, cosa che fanno i 12 congiurati. E non va dimenticato che il 7 di Spade fa capo al Carro (Arcano Maggiore N. 7) e dunque abbiamo non solo la pianificazione certosina, ma anche la volontà ferrea di attuare il piano, costi quel che costi.

Il 7 di Spade, in sé, di solito indica una mentalità da lupo solitario; ma va da sé che i 12 congiurati non avrebbero potuto individualmente realizzare la loro vendetta; e tuttavia, collegialmente, queste 12 persone agiscono da “lupi solitari” perché lo fanno a modo loro in barba alle leggi e ai regolamenti vigenti … leggi e regolamenti, ricordiamolo, che li avevano in qualche modo “traditi” e quindi torniamo alla comunità più probabilmente espressa dal 10 di Spade.

Un’altra accezione del Carro è “il successo” inteso come raggiungimento di un traguardo per il quale ci si è dati parecchio da fare. Come appena detto, qui abbiamo però un successo al quale non si perviene singolarmente bensì collegialmente, dandosi un reciproco aiuto. Le carte di reciprocità di solito sono i 6 degli Arcani Minori (che fanno capo agli Amanti, l’Arcano Maggiore N. 6), e direi che il più pertinente qui è il 6 di Spade: non è la vittoria di un singolo sostenuto da altri (6 di Bastoni), non è un reciproco scambio affettivo (6 di Coppe) e di certo non è beneficenza (6 di Pentacoli). Il 6 di Spade è l’approdare a una sponda tranquilla (si noti il mare agitato da un lato dell’imbarcazione e il mare calmo dall’altra) con l’aiuto di qualcuno/qualcosa; ed è proprio a questo che puntano i 12 congiurati: ritrovare la pace mentale insieme (in questo caso fungono tutti sia da gondoliere sia da traghettati) quando, finalmente, giustizia sarà stata fatta.

A causa di un’abbondante nevicata, il treno resta bloccato, ed è proprio durante questo “periodo di tempo fuori del tempo” che viene condotta l’indagine.

L’Appeso rappresenta le sospensioni in sé e per sé; questa però è dovuta a un imprevisto fortuito, quindi c’è anche lo zampino della Ruota della Fortuna. Nei Tarot of the Ages, gli Arcani Minori sono programmaticamente associati alle stagioni: se proprio volessimo, potremmo accostare all’Appeso e alla Ruota della Fortuna anche l’Asso di Spade da tale mazzo per precisare che l’imprevisto è di natura gelida / innevata.

Merita infine una menzione speciale il pugnale con il quale i 12 congiurati infilzano l’odiatissimo criminale con una pugnalata cadauno.
Nei Tarocchi, i pugnali sono rappresentati sia dal Fante sia dalla Regina di Spade. In questo caso, la carta interessata è senz’ombra di dubbio la Regina di Spade perché, tra le sue altre accezioni, figura prominente anche quella di “vendetta”.
E Poirot?
Non lo so e non m’interessa: per quanto mi sia piaciuto il Poirot di Albert Finney (e ancor di più quello, successivo, di Peter Ustinov), il Poirot di David Suchet, con il suo moralismo sempre più accentuato e i suoi manierismi sempre più caricaturali a mano a mano che procedeva la serie, mi aveva talmente stufato e disgustato che non sarei in grado di farci un ragionamento lucido.
