Qui la serie: https://www.raiplay.it/programmi/blackout-vitesospese e qui alcune informazioni a suo riguardo: https://it.wikipedia.org/wiki/Black_Out_-_Vite_sospese
Già il sottotitolo ci rimanda all’Appeso, e il XII Arcano Maggiore sarà confermato per tutta la prima stagione, che è l’unica che ho guardato (e mi è bastata e avanzata) e che tratterò in questo articolo.
(Le immagini dei Tarocchi RWS presenti in questo articolo derivano tutte da https://www.learntarot.com/).
Vite sospese

La vita di un certo numero di persone rimane sospesa a seguito di una valanga; chi già era ospite del lussuoso hotel Cima Paradisi vi resta bloccato e i pochi abitanti della valle sfollano lì perché le loro abitazioni sono divenute inagibili.

Merita una menzione particolare la dottoressa Claudia Schneider, la cui vita in realtà era già in sospensione da due anni perché fa parte del programma di protezione testimoni e dunque era isolata, insieme alla figlia Anita ora diciassettenne, in attesa di poter testimoniare. Le vicissitudini della storia fanno sì che Claudia torni a vivere in una comunità e a poter di nuovo esercitare come medico; per lei, a differenza che per tutti gli altri, l’Appeso si manifesta al rovescio (dalla sospensione all’azione).
Una comunità che non è una comunità
Non si può non rilevare l’importanza dei 10 degli Arcani Minori nella loro valenza comunitaria.

I tradimenti, i sospetti, le insidie sono all’ordine del giorno e non mancano – letteralmente – due morti via coltello affilato alle spalle: 10 di Spade (e a maggior ragione se si tiene conto che in taluni mazzi le Spade sono associate all’inverno, con il suo clima gelido).

La comunità che si viene forzatamente a creare fin da subito appare fratturata da interessi di parte in contrapposizione al benessere comunitario nel suo complesso, e il razionamento e l’approvvigionamento di risorse per la sopravvivenza basilare si fanno sentire fin da subito. Per queste ragioni, il rimando al 10 di Pentacoli al rovescio è immediato, ed è rafforzato da quel forzatamente, perché si tratta di una comunità imposta da circostanze esterne (non dunque da una libera scelta dei suoi membri), e ciò conferma il capovolgimento della carta.
Una comunità nella non-comunità
Una “comunità nella non-comunità” è quella composta dalla famiglia Zanin, che gestisce Cima Paradisi, ma capiamo subito che è internamente fratturata. Il dubbio identificativo è se si tratti di un 10 di Pentacoli al rovescio oppure di un 10 di Coppe al rovescio: sono infatti palesi problemi sia materiali sia emotivi. E a mano a mano che procede l’intreccio, il dubbio permane perché le vicissitudini degli Zanin per forza di cose si accavallano con quelle dei loro ospiti; non aiuta neppure il fatto che ci fosse una compravendita in corso tra Max Zanin da un lato e Ruggero Volturno dall’altro.
Le due facce del Re di Pentacoli
Occorre qui aprire una parentesi sui due personaggi appena citati, caratterizzati – ciascuno a modo proprio – dal Re di Pentacoli.

Max Zanin è il gestore delle risorse dell’albergo e anche un po’ per forza di cose diviene il punto di riferimento di tutta la non-comunità, pertanto diviene anche gestore delle risorse di quella. E il “gestore delle risorse” per eccellenza nei Tarocchi è il Re di Pentacoli.
Ma, a detta della seconda moglie dopo la sua morte, Max era anche un uomo generoso e profondo conoscitore della montagna e di tutto ciò che essa può offrire a sua volta come risorsa e ciò che può rappresentare come pericolo; e questo doppio legame con la terra a maggior ragione lo identifica come Re di Pentacoli.

Appare inoltre la valenza del Re di Pentacoli quando apprendiamo che si preoccupa per il futuro della sua prole (e dunque della sua dinastia, rappresentata dal 10 di Pentacoli), di modo che possa avere abbastanza benessere assicurato ma svincolato dal lussuoso hotel di famiglia.

Ruggero Volturno, invece, incarna perfettamente il Re di Pentacoli al rovescio: è colui che crede che con il denaro si possa comprare tutto e tutti, che non esita a corrompere pur di avere vantaggi per sé e per sua moglie durante la sventura, fregandosene bellamente delle ripercussioni sugli altri, e che tratta i propri possedimenti come esclusivamente suoi, senza preoccuparsi minimamente di condividerli con la sciagurata non-comunità.
Una comunità nella non-comunità … bis
Tornando agli Zanin, scopriamo che la frattura interna è di antica data: Max era sposato con la madre della sua primogenita, Petra, ma si era innamorato di una cameriera dell’albergo, Sarah, e aveva intrapreso una relazione illecita con lei.
Max e il fratello della sua prima moglie, Giorgio, erano ottimi scalatori ed eccellenti guide. Durante un’escursione, questa prima moglie di Max / sorella di Giorgio / madre di Petra morì, e ciò causò una frattura insanabile tra i due cognati; ciò non impedì alla nipote Petra, comunque, di mantenere un certo legame con lo zio Giorgio a mano a mano che cresceva.

Intanto, Max si sposò con Sarah e da lei ebbe un altro figlio, Lorenzo. Questa famiglia allargata composta da Giorgio, Max, Petra, Sarah e Lorenzo non è mai stata in grande armonia: da un lato Giorgio aveva, di suo, un carattere eremitico; dall’altro pesava su tutti la morte della prima moglie di Max. Nonostante ciò, Max fece del suo meglio per mantenere unita la famiglia, ma forse il lato più Pentacoli che Coppe ha avuto il sopravvento nel corso degli anni e non si è potuta mai costituire la “famiglia felice” rappresentata nel X di Coppe. Paradossalmente, però, pare che finalmente emerga dopo l’omicidio di Max e la scomparsa di Giorgio: nonostante il lutto, finalmente Petra, Lorenzo e Sarah paiono un nucleo compatto.
Traffico di minori
Come ho scritto in apertura, vedere la prima stagione mi è bastato e avanzato; se non fossi stato incuriosito da non ricordo neppure cosa dell’intreccio, e se non avessi avuto del tempo a disposizione perché in quei giorni stavo facendo da cat-sitter per i fenomenali felini di una coppia di cari amici, probabilmente ne avrei interrotto la visione, schifato.
Uno degli elementi di schifo riguarda appunto il traffico di minori, del quale non ricordo affatto i dettagli (né li voglio ricordare) ma del quale posso scrivere qual è la triade di carte che lo rappresenta: Diavolo + Mondo + 6 di Coppe (mi pare che la triade sia autoesplicativa, ma nel dubbio: Diavolo per la natura odiosa del crimine, Mondo per la sua natura internazionale e 6 di Coppe per indicare che si tratta di minori).
Vite sospese … bis
Ma in mezzo a tutto questo e al di là delle varie vicissitudini, ciò che preme rilevare è l’onnipresenza dell’Appeso: che le vite dei protagonisti siano sospese è elemento palese ed enfatizzato dall’inizio alla fine.
E come nota sfiziosa per concludere: le vicende narrate nella prima stagione abbracciano un arco temporale di 12 giorni, le riprese della stagione durarono 12 settimane e 12 è proprio il numero dell’Appeso. 😊
